Da Cicognola bastano pochi minuti per arrivare in centro a Merate, eppure quante volte ci passiamo in mezzo senza guardarla davvero? Questa volta ho deciso di fare il turista a casa mia: una piccola guida ai luoghi che vale la pena vedere — o rivedere — nel nostro paese, nel cuore della Brianza lecchese, a metà strada tra Milano e il lago di Como.
Piazza Prinetti e la torre
Il punto di partenza è per forza la piazza. Palazzo Prinetti fu costruito all’inizio del Settecento sulle rovine di un antico castello, e la sua torre cilindrica a sette piani, con la loggetta in cima, è il simbolo di Merate: la si riconosce da lontano, da qualunque parte si arrivi. Oggi il palazzo ospita mostre e concerti, e la piazza resta il salotto del paese, con i portici e i caffè.

Villa Confalonieri, la villa di tutti
Poco lontano, in viale Garibaldi, c’è Villa Confalonieri, costruita tra il 1910 e il 1912 su progetto degli architetti Bagatti Valsecchi. Oggi è di proprietà comunale e il suo parco di circa ventimila metri quadri è aperto al pubblico: è il posto giusto per una passeggiata, e d’estate il cortile della villa si anima di eventi e rassegne.

Le ville di delizia
Merate non per niente era chiamata la «perla della Brianza»: tra Seicento e Ottocento i nobili milanesi vi costruirono le loro residenze di villeggiatura. La più importante è Villa Belgiojoso Brivio Sforza, in via Roma, le cui origini risalgono addirittura al Trecento: ampliata dai Belgiojoso a partire dal 1748, con giardino alla francese e parco all’inglese, ospitò anche Gioachino Rossini. E poi Villa Subaglio col suo parco su un colle panoramico, Villa Baslini, Villa dei Cedri che fu di Aldo Crespi, il proprietario del Corriere della Sera. Molte si ammirano solo dall’esterno, ma già così raccontano un’epoca.
Il Collegio Manzoni
In cima alla salita del centro storico c’è il Collegio, fondato all’inizio del Seicento. Tra i suoi allievi ci fu proprio Alessandro Manzoni, che qui passò alcuni anni di studio (non felicissimi, a leggere i suoi biografi). Nello stesso complesso si trova il piccolo Museo civico di storia naturale «Don Michelangelo Ambrosioni», a ingresso gratuito.
L’Osservatorio astronomico: cento anni di stelle
Su in collina, a San Rocco, c’è il luogo di cui Merate va più fiera: la sede meratese dell’Osservatorio Astronomico di Brera, inaugurata nel 1926 — quest’anno compie un secolo, e il centenario è celebrato con incontri e visite. Il telescopio riflettore Zeiss da un metro di apertura, quando arrivò negli anni Venti, era il più grande d’Italia. L’osservatorio è ancora oggi un centro di ricerca dell’INAF e si può visitare su prenotazione, di giorno e di notte: guardare le stelle da casa nostra fa un certo effetto.
Il lago di Sartirana
Chi preferisce la natura ha la sua meta: il laghetto di Sartirana, riserva naturale regionale, un piccolo specchio d’acqua di origine glaciale circondato da canneti e sentieri. Un giro ad anello si fa con calma in mezz’ora ed è bello in ogni stagione, con aironi, folaghe e — per chi ha pazienza — anche qualche luccio.

Le chiese, dal Cinquecento a Mario Botta
Il convento di Sabbioncello, Santa Maria Nascente, fu costruito all’inizio del Cinquecento e domina la campagna verso l’Adda. All’estremo opposto della storia c’è la chiesa di San Pietro Apostolo in mattoni a vista, progettata da Mario Botta nei primi anni Novanta, geometrica e rigorosa. E naturalmente, per noi di Cicognola, c’è la nostra chiesina di San Giuseppe del 1744, di cui su queste pagine abbiamo già raccontato il restauro e la festa del Comitato.
In pratica
Merate si gira bene a piedi in mezza giornata: piazza Prinetti, Villa Confalonieri e il Collegio sono a pochi passi l’uno dall’altro. Per Sartirana e l’Osservatorio conviene qualche minuto d’auto o una pedalata. E se dopo il giro vi avanza tempo, l’Adda di Leonardo e il traghetto di Imbersago sono a due passi: ma questa è un’altra storia, da raccontare in un’altra pagina del diario.
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